Tibetano
Le origini della lingua tibetana sono piuttosto incerte se si risale all'epoca antecedente al VII secolo; i primi dati certi si hanno a partire dal VII secolo, con la nascita di un potente impero tibetano. Di sicuro, perlomeno a partire dal VII secolo la lingua tibetana iniziò ad essere trascritta in una forma di scrittura originaria utilizzata in ambito governativo, religioso e intellettuale. Racconti tradizionali ascrivono la formazione della scrittura tibetana al ministro tibetano Thonmi Sambhota (thon mi sam bho ta) vissuto nel VII secolo. Presumibilmente, questo incarico gli fu affidato dall'imperatore Songtsen Gampo (srong btsan sgam po) come parte integrante dell'opera di formazione dell'impero tibetano. Sembra che Thonmi Sambhota abbia creato contemporaneamente scrittura, grammatica e lessicografia come tradizioni formalizzate, modellate interamente attraverso l'adattamento di modelli indiani preesistenti alla diversa realtà della lingua tibetana.
In particolare l'ortografia del tibetano rimase legata ad una tradizione estremamente conservativa dopo l'undicesimo secolo e fino al secolo scorso non ha subito cambiamenti sostanziali. Tuttavia, dal punto di vista fonologico un notevole cambiamento ha coinvolto i diversi dialetti e particolarmente il dialetto di Lhasa (Iha sa), località che gradualmente si è affermata come centro politico, culturale e religioso della cultura tibetana